PARCO DI VILLA PALLAVICINO

23 maggio 2008

Sono migliaia i turisti che da marzo ad ottobre scelgono di visitare questo grande Parco (oltre 16 ettari), autentico frutto di quell`amore verso la natura tipico dell`epoca romantica. Colpisce, infatti, la chiara volontà di conservare, almeno in parte, l`aspetto primitivo e selvaggio del sito naturale, un sito diligentemente selezionato sulla base di fondamentali esigenze panoramiche ed adattato nelle parti più rudi con preziosismi botanici, ma senza per questo mutarne l`originale fisionomia nel suo complesso. Ecco perché questo posto, un balcone naturale sopra il Lago Maggiore ed i monti circostanti, assai rinomato per la varietà e la bellezza della sua flora e della sua fauna, attira ed entusiasma così tante persone, di ogni età e provenienza. Dall`ingresso antistante le sponde del Lago si sale lungo un ampio sentiero ghiaioso che ci introduce subito in questa vera e propria oasi naturale: prati aperti, viali ombrosi e piazzali dove fioriscono rose, oleandri, magnolie, narcisi, azalee, rododendri ” tutto armoniosamente coniugato alla macchia boschiva, riserva di monumentali piante secolari. Le serre ed il giardino zoologico, con più di 40 specie di animali provenienti da ogni parte del mondo (cigni bianchi, anatre rarissime, gru coronate, daini, fagiani argentati, cervi-capra, lama, zebre, canguri Bennet, pavoni), ne incrementano ulteriormente il valore ed il fascino. Il reticolo di sentieri e di viali invoglia a passeggiare nella spontanea serenità di un ambiente in cui la macchia boschiva sembra proteggere e preservare lo straordinario equilibrio che regna tra angoli anche molto differenti tra loro, taluni impostati all`italiana, altri secondo lo stile inglese-francese del Sette/Ottocento, ma tutti armoniosamente integrati nel contesto che li circonda. L`idea originaria del Parco si deve allo statista e uomo di cultura napoletano Ruggero Bonghi, amico di Manzoni e di Rosmini, affascinato dal Lago Maggiore tanto da decidere nel 1855 di acquistare questi terreni per edificare una piccola dimora. Ma è soprattutto alla famiglia dei marchesi Pallavicino, che nel 1862 subentrarono nella proprietà al duca di Vallombrosa, cui dobbiamo gran parte dell`attuale splendore del Parco. Il marchese Lodovico ampliò la tenuta, costruì strade carrozzabili, adornò il parco di statue e trasformò la semplice dimora nella splendida villa ottocentesca di stile neoclassico che ancora oggi s`innalza superba sulla collina. Fu invece la marchesa Luisa, nel 1952, a portare a compimento un`opera iniziata anni prima e volta a raccogliere animali di ogni angolo del mondo per costruire uno zoo d`eccezione. Il parco è visitabile dietro pagamento di biglietto ed al suo interno si trovano un ristorante, un bar, un negozio di souvenir, un parco giochi e diverse zone adibite per il pic-nic.

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