ALBERGHI, PISCINE, CENTRI BENESSERE: A SAN DOMENICO (OSSOLA) IL FUTURO E` TURISTICO

30 agosto 2013

Trasformare San Domenico Ciamporino in un polo turistico d'eccellenza capace
di attrarre turisti sia d'inverno che d'estate. E' l'obiettivo della «San Domenico ski», azienda che sul comprensorio ossolano al confine con la Svizzera sta investendo decine di milioni di euro. L'operazione vede in prima fila la famiglia Malagoni, che porta avanti i progetti, rimasti nel cassetto, della «San Domenico Neve», la vecchia società che aveva realizzato nel 1983 i primi impianti. 

Tre nuovi alberghi con 200 posti letto 
Dopo aver investito 30 milioni di euro sul comprensorio sciistico, con nuovi impianti tra il pizzo Dosso e il pizzo Sella, la «San Domenico ski», che fa capo alla Mibafin Investments di Lugano, costruirà ora tre alberghi per oltre 200 posti letto, un'area benessere con piscina e palestra, un parcheggio interrato da 500 posti auto.  «Nel 2009 abbiamo rilevato una società in grosse difficoltà. Perché l'abbiamo fatto? Siamo convinti delle potenzialità di questa zona» dice Andrea Malagoni, responsabile tecnico della società e figlio di Franco, l'imprenditore che è amministratore unico. Le cifre parlano da sole. «In cinque anni - sottolinea Malagoni - abbiamo quadruplicato il numero delle presenze, che nel 2009 erano a quota 20 mila persone, acquisendo clienti che arrivano da fuori provincia: Lombardia, Novara, Biella». 

dopo la burocrazia, i lavori: alberghi pronti per novembre 2014. L'investimento immobiliare prenderà il via dopo un lungo ed estenuante iter burocratico. Dice Malagoni: «Ci siamo mossi in tempo ma abbiamo perso molti mesi poiché siamo riusciti a presentare il progetto solo a giugno. Non c'è stata molta collaborazione da parte degli enti locali. Siamo stati costretti a tener ferma un'impresa di 90 operai pronta per partire con i lavori a maggio. Se tutto va bene completeremo il silos auto entro dicembre e gli alberghi entro novembre 2014. È un'operazione, la nostra, che permette al Comune di togliersi di dosso la patata bollente della gestione di una stazione turistica. L'esempio sono le difficoltà in cui navigano altri Comuni alle prese con impianti che faticano a stare in piedi». Malagoni: «La valle deve capire, è un'opportunità»  Per Malagoni la valle dovrebbe capire questa grande opportunità: «Oggi sono circa sessanta le persone che lavorano attorno a impianti e attività
commerciali. Ultimati gli interventi, si potrebbe arrivare a 350 occupati, praticamente un terzo degli abitanti di Varzo. Siamo di fronte ad un caso raro nelle Alpi: un paese che diventa autosufficiente grazie alle sue risorse». La stagione estiva è andata bene. «Lo dobbiamo alle molteplici iniziative messe in cantiere. L'obiettivo finale è di riuscire a pareggiare le due stagioni». Resta il «neo» della strada di accesso: «Abbiamo chiesto più volte sia sistemata - rimarca Malagoni -, noi stessi abbiamo avanzato delle ipotesi d'intervento. Ci è sempre stato risposto che non ci sono soldi. E il prossimo inverno rischiamo di dover pulire noi la strada da neve e ghiaccio».

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